Gli Onigiri: Giappone in Cucina!

Oggi prepariamo insieme gli Onigiri!

Queste “polpette” di riso bianco si prestano a mille diversi ripieni e condimenti, e sono in un certo senso l’equivalente giapponese dei nostri panini: sono il cibo da asporto per eccellenza, che si può mangiare tranquillamente in piedi e in poco tempo senza sporcarsi, e che può contenere tutti i nutrienti necessari per un buon pasto!

Hanno quindi tanti pregi: sono pratici da portare e mangiare, sono carini e sono adattabili a moltissimi gusti diversi (si possono fare anche con un ripieno dolce, perché no)!

Occorrente

  • Gohan (Riso giapponese cotto, di cui ho già postato la ricetta) circa 90gr di riso a persona (pesato da secco), che corrispondono a 3 Onigiri a testa
  • Ripieni! Qualche consiglio sui miei preferiti più avanti nell’articolo!
  • Alga Nori in fogli, 1 foglio per ogni 8 Onigiri circa
  • Un recipiente per il riso appena cotto (meglio se di legno, anche un tagliere va bene)
  • Una spatola o una palettina di legno
  • Una ciotola di acqua fredda appena salata
  • Pellicola trasparente da cucina

riso-hangiri

Preparazione

1. Il necessario prima di cominciare

E’ preferibile che il gohan sia appena fatto, quindi personalmente faccio in modo di avere tutto pronto per la fase di assemblaggio degli Onigiri, preparandolo mentre il riso sta cuocendo!

Per i ripieni ci si può davvero sbizzarrire, sul web si trovano moltissime idee e suggerimenti, e c’è una sola grande regola: che siano molto saporiti, in contrasto con il riso che è appena sapido!
I miei due preferiti sono: Tonno Sweet & Spicy e Umeboshi.
Preparo il primo mescolando al contenuto di una scatoletta di tonno 1 cucchiaio di maionese, 1 cucchiaio di salsa Tonkatsu (se non ce l’ho uso invece 1 cucchiaio di salsa Worcestershire e 1 cucchiaino di miele) e un cucchiaino di Tabasco.
umeboshiIl ripieno così creato basta per 8-10 Onigiri. Ho anche sperimentato un’ottima alternativa vegetariana sostituendo il tonno con un hamburger di soia cotto e sminuzzato!
L’Umeboshi invece è una particolare prugna giapponese marinata con un procedimento complesso (che si può comprare nei negozi di alimentari specializzati), il risultato è una sorta di sottaceto dal sapore pungente molto apprezzato dai giapponesi e da chi mangia i miei Onigiri!
E’ sufficiente togliere il nocciolo a una prugna Umeboshi e dividerne una tra due Onigiri.

L’alga nori ha come ruolo principale di rendere impugnabile l’Onigiri.
Preparare prima le striscioline d’alga è una buona idea!
Basta prendere un foglio quadrato di alga nori, tagliarlo per metà orizzontalmente con una forbice da cucina e poi tagliare verticalmente in quattro strisce le due metà. Ecco pronte 8 impugnature per i nostri Onigiri!

Di fondamentale importanza è avere una ciotola di acqua fredda salata (un cucchiaino di sale per una ciotola da circa 250 ml è sufficiente) da tenere a portata di mano. Serve a pulirsi le mani da eventuali chicchi di riso e soprattutto a impedire che questo si attacchi alle mani rendeno impossibile la costruzione degli Onigiri!


2. Fare gli Onigiri!

Distendere il riso appena fatto su una superficie di legno, meglio se appena inumidita.
In questo modo non si seccherà né continuerà a cuocere come se lo avessimo lasciato in pentola.

Dividere approssimativamente con una spatola il riso in tante parti quanti Onigiri si pensa di fare. Per me, da 90 gr di riso (pesato da secco) si ricavano 3 begli Onigiri, non troppo piccoli né troppo grandi.

Ora viene il bello!
Bagnare completamente i palmi delle mani e le dita (ovviamente pulitissime!) nella ciotola di acqua fredda e salata.

Prendere con la spatola la quantità di riso necessaria per un Onigiri e metterla in una mano.

Formare una palla di riso, passando il riso da una mano all’altra velocemente (anche perché di solito scotta!) e compattandolo ben bene.

Schiacciare su una mano la palla di riso fino a farle assumere una forma ovale/rettangolare spessa qualche millimetro. Nella parte centrale si può fare un’ulteriore fossetta per accogliere meglio il ripieno.

riso-umeboshi

Distribuire il ripieno intorno al centro del riso.
Con gli ingredienti più spalmabili si può anche coprire l’interezza del riso col ripieno.

Richiudere il riso su se stesso, piegandolo a metà.

Assicurarsi che tutti i lati siano chiusi, in caso contrario si può aggiungere qualche chicco di riso dal recipiente per “rattoppare” l’Onigiri.

Dare la forma all’Onigiri!
Le forme che possiamo dare sono molteplici, ma per ottenere la classica forma triangolare bisogna sfruttare l’incavo della mano: pressando e ruotando la polpetta di riso una dozzina di volte si ottiene la forma perfetta!

fare-onigiri-a-mano

Posizionare l’alga Nori su uno dei lati dell’Onigiri, in modo che lo avvolga parzialmente.

Mettere da parte l’Onigiri (non appoggiato ad altri già pronti se no si attaccheranno!)

Bagnarsi nuovamente le mani e passare al successivo!


3. Prima di mangiare, qualche consiglio in più!

Può essere una buona idea contraddistinguere gli onigiri dal ripieno diverso: io uso un quadratino d’alga o una spolverata di sesamo!

Una volta che avrai preparato i tuoi bellissimi Onigiri, è tempo di avvolgerli nella pellicola trasparente e di lasciarli in frigo qualche ora!
Questo perché gli Onigiri non vanno consumati caldi, ma preferibilmente a temperatura ambiente o appena freddi (ricorda di estrarli dal frigo almeno mezz’ora prima di consumarli).
Per di più, dopo aver avvolto l’Onigiri nella pellicola, diventa più facile trasportarlo e non si appiccicherà ai suoi simili, e se ce ne fosse bisogno si può”correggere” la forma dell’Onigiri stesso anche a preparazione ultimata!


onigiri-finiti

Eccoci giunti al termine di questa ricetta, che dimostra nel suo piccolo come la cucina giapponese sia fatta di pochi ingredienti, ma tanta tecnica e cura dei dettagli!

Una nota nutrizionale: un Onigiri preparato in questo modo con il ripieno di tonno ha circa 150 calorie, e tre Onigiri accompagnati da un frutto fanno un ottimo pranzo da asporto, soddisfacente, sano ed energetico!

Mata ne! – Alla prossima!

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