3 giorni a Bruxelles

Erano almeno 10 anni che non facevo una vacanza “di famiglia”, così ho deciso di organizzare un viaggetto tutti insieme.
Volevo una città europea facilmente raggiungibile, abbastanza economica e che non avessimo ancora visitato, la mia preferenza così è andata a Bruxelles: capitale del Belgio e sede delle maggiori istituzioni europee.
La scelta di Bruxelles, piuttosto last minute, si è rivelata molto piacevole!

Per il soggiorno ho prenotato due camere in un albergo di una catena nella zona centrale, in modo da ottimizzare gli spostamenti.


Giorno 01

Lasciati i bagagli abbiamo iniziato l’esplorazione del centro.
La città mi ha colpito fin da subito per la sua irriverenza: ho notato molti murales nascosti con protagonisti personaggi dei fumetti e dei cartoni animati belgi che ci hanno spinti ad addentrarci, come in una caccia al tesoro, in vicoletti e vicolini per scovarli tutti.
Così facendo, senza neanche accorgercene siamo finiti in Grand Place, piazza centrale della città, su cui si affacciano molti edifici di architettura tardogotica, in particolare la Maison du Roi, la Casa del Re, dichiarata nel 1936 Monumento Nazionale del Belgio e nel 1998 Patrimonio dell’umanità, davvero incredibile, merita il viaggio solo per poterla ammirare!

maison-du-roi-bruxelles.jpg
Proseguiamo raggiungendo la Place d’Espagne famosa per la fontana con la statua di Charles Buls, politico belga, dove è obbligo toccare la punta dei suoi baffi. Onestamente non sono riuscito a scoprire il motivo, ho visto tantissime persone arrivare nella piazza, toccargli i baffi e andarsene (se qualcuno conosce il motivo lo scriva nei commenti!).
Tappa successiva le “Gallerie Reali” per la precisione Galerie du Roi (Galleria del Re) e Galerie du Reine (Galleria della Regina), due lunghi passaggi coperti che ricordano lo stile italiano, su cui si affacciano una gran quantità di negozi di pregio.

gallerie-reali-bruxelles.jpg
Per chiudere in bellezza l’esplorazione del primo giorno, il Mannekin Pis, uno dei simboli della città, il bambino che fa pipì.
La leggenda vuole che questa statua rappresenti il piccolo Julien che intorno al 1500, per salvare la città fece pipì su una miccia! Nel corso degli anni i belgi si sono divertiti a vestire questo piccolo bambinetto in bronzo con una gran quantità di vestiti, abbigliandolo talvolta da pompiere o da poliziotto, tutti conservati nella Maison du Roi.
Giunta l’ora della cena, decidiamo di fermarci in uno dei tanti ristoranti delle stradine laterali del centro per assaggiare una delle specialità del luogo: le moules-frites, cioè una bella pentolata di cozze con annesse patatine fritte: l’accostamento mi è parso insolito, ma decisamente vincente!
(sapevate che i belgi sostengono di aver inventato loro le patatine fritte?)
Dopo cena non poteva mancare una visita al mitico pub Delirium, il pub dell’elefante rosa, luogo di nascita della famosa birra Delirium Tremens, che su un bancone lunghissimo offre oltre un centinaio di birre nella tipica e chiassosa atmosfera dei veri pub.
Se siete come me amanti della birra merita davvero andarci: ci sono birre di tutti i tipi e per tutti i gusti, oltre alla classica Delirium Tremens, ho assaggiato una birra al cocco ed una al pompelmo. Molto buone!

pub-delirium-bruxelles


Giorno 02

Il secondo giorno è iniziato con un mercatino dell’antiquariato davanti alla chiesa gotica di Notre Dame du Sablon, proseguendo poi con la visita della chiesa stessa e del giardino retrostante.
Successivamente ci siamo diretti al Mont des Arts, un giardino molto ben curato pieno di vita: quando sono passato c’era un ragazzo a suonare l’hang (quello strumento che sembra una pentola), non so dirvi perché, ma mi ha colpito!
Una breve sosta per mangiare al chioschetto della catena Mer du Nord che offre a prezzi abbastanza contenuti ottimi piatti di pesce alquanto elaborati.
Ignorando la lunga l’attesa (purtroppo abbiamo beccato l’orario di punta) e il fatto che sulle lavagne i piatti fossero scritti solo in belga e francese (e capire i nomi delle molte varietà di pesci e molluschi è molto dura) l’esperienza è stata deliziosa anche se non so esattamente cosa ho mangiato!
A pancia piena ci siamo dati all’arte visitando il Museo delle Belle Arti.
Racchiude in sé 5 musei diversi ospitando oltre 1000 opere di artisti locali: da Petrus Christus e Roger van der Weyden fino ai più famosi Bruegel, Rubens e Van Dyck, i capolavori di Jacques Louis David, Delacroix, Gaugain e De Chirico.
Recentemente a questi musei si è unito anche il Museo Magritte (tutto visitabile con lo stesso biglietto e che si raggiunge tramite un passaggio nel sottosuolo del museo), che ospita la più grande collezione di opere al mondo del pittore belga famoso per le pipe e le bombette, protagonista indiscusso del Surrealismo.
Per cena abbiamo optato per il ristorante Amadeus, trovato cercando sui siti di recensioni.
Il menù è molto scarno, giusto tre piatti, ma è stato uno di questi in particolare a portarci da Amadeus: le costolette a volontà! Insieme ad un contorno di cavolo, patate e salsine allo yogurt ti portavano piatti su piatti delle classiche costolette di maiale (all’americana, non so se mi spiego). Io sono arrivato al terzo piatto prima di arrendermi!
Buono, decisamente abbondante e dal prezzo modico!


Giorno 03

atomiumIl terzo giorno, purtroppo l’ultimo, siamo partiti con uno dei grandi simboli della città: l’Atomium. La struttura, che si trova alla periferia nord, rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte.
È un po’ lontanino dal centro (ma facilmente raggiungibile con la metro) ed un po’ caro, ma merita molto!
Come per la Torre Eiffel a Parigi, l’Atomium doveva essere smantellato una volta concluso l’EXPO, ma piacque così tanto che decisero di lasciarlo e di trasformarlo in un’attrazione turistica.
Visto che il diametro di ogni sfera è di 18 metri, ognuna di esse ospita al suo interno vasti locali che sono utilizzati per mostre permanenti e temporanee e sale convegni.
Abbiamo evitato di visitare la Mini Europa (esattamente come l’Italia in Miniatura di Rimini solo con l’Europa come tema) che però siamo riusciti a sbirciare dalle finestre panoramiche delle sfere dell’Atomium.

 

Abbiamo concluso la nostra vacanza a Bruxelles visitando il cosiddetto Quartiere Europeo, la sede delle principale istituzione europee brulicante di attività, passando per il Palais Royale, residenza ufficiale del re del Belgio, più piccolo e modesto di altri palazzi reali europei ed il Parc du Bruxelles, ex riserva di caccia, abbellito con statue neoclassiche, vicino al Palazzo Reale.

palais-royale-bruxelles.jpg

Ho così potuto osservare le due diverse anime della città: quella moderna degli stabili europei e quella barocca del palazzo reale e del parco.


Purtroppo il mio viaggio a Bruxelles è giunto alla conclusione e sono stato costretto a tornare a casa, ma non prima di aver fatto scorta del buonissimo cioccolato belga!

Voi siete mai stati a Bruxelles? Qual è la cosa che vi è piaciuta di più?
Arricchite il mio post con le vostre esperienze lasciando un commento qua sotto!

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